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SCALDACUORE
Benvenuti su ScaldaCuore, il Journal di Puglia Bianca

ScaldaCuore è il luogo dove il Sud non si osserva: si sente. E quando lo senti, ti scalda.

È il calore delle case con le porte socchiuse, delle mani che ti invitano a sederti, dei racconti che iniziano con un “vieni, ti spiego”.
È quell’accoglienza spontanea che non ha bisogno di formalità, perché nasce da un valore profondo: riconoscere l’altro come parte della propria storia.

Qui la Puglia non è uno scenario, è un abbraccio.
Un’atmosfera che avvolge: la luce che accarezza i muri bianchi, l’aria che profuma di terra e di mare, le voci nelle piazze, i silenzi pieni di significato.

ScaldaCuore è uno spazio di visioni, memorie e scoperte che parlano di empatia, di comunità, di umanità condivisa.
È il Sud che ti insegna a rallentare, ad ascoltare, a guardare negli occhi.
È un luogo dove i valori non sono slogan, ma gesti quotidiani: un caffè offerto, una sedia avvicinata, un consiglio dato con sincerità.

In queste pagine troverai storie che nascono dall’ambiente, dall’atmosfera, dalle persone. Troverai riflessioni che attraversano la tradizione e guardano al futuro, senza perdere la radice. Troverai quel senso di appartenenza che non ti chiede da dove vieni, ma ti accoglie per quello che sei.

ScaldaCuore è un invito semplice e potente: lasciati attraversare dal Sud. Lascia che la sua luce, la sua autenticità, la sua umanità
ti ricordino che esiste ancora un modo di vivere che mette al centro il cuore.

SCALDACUORE

Aggiornamento: 19 feb


Ci sono autrici che nascono dalla letteratura.

E poi ci sono donne che arrivano alla scrittura dopo aver attraversato la vita.


Francesca Colombo appartiene alla seconda categoria.

Non è una cosa sola. È concretezza e visione. È disciplina e abisso emotivo. È una donna che vive nel mondo reale con i piedi piantati a terra e lo sguardo diritto, e allo stesso tempo è quella che osserva, ascolta, assorbe e trasforma tutto in parola.

Professionista, costruttrice, presenza attiva.E poi scrittrice. Necessaria.

Per anni la scrittura è rimasta in silenzio. Non per assenza di pensiero, ma per eccesso di vita. Poi il tempo ha rallentato. E quando tutto si è fermato, le emozioni hanno iniziato a bussare con forza. Senza chiedere permesso. Senza concedere tregua.

Da lì è nata la sua voce.


La scrittura come atto di fedeltà

Per Francesca Colombo scrivere non è un mestiere, né un progetto editoriale costruito a tavolino. È un atto di coerenza con sé stessa. È il modo in cui resta vera.

Scrive quando l’energia è incontenibile e i pensieri danzano veloci.Scrive quando il silenzio pesa.Scrive senza filtri, senza compiacere, senza addolcire.

La sua è una scrittura che non promette salvezza. Non consola per forza. Non cerca l’approvazione. È uno specchio e una scossa insieme. Intima, viscerale, spirituale.

Dentro di lei convivono due anime:una agisce, l’altra osserva.Una crea spazio, l’altra lo riempie di senso.

Non si combattono. Si riconoscono.Ed è nel loro incontro che nasce la sua voce.


L’amore nominato

Al centro della sua produzione c’è un tema che non viene aggirato né idealizzato: l’amore.

Non quello da cartolina.Non quello semplificato.

Ma l’amore desiderato, mancato, immaginato. L’amore adulto, espanso, che non consola ma accompagna. Quello che non completa, ma cammina accanto. Quello che resta assenza nelle notti silenziose e ritorna ostinato sotto forma di parola.

Francesca scrive per sé.E per tutte le donne che sentono troppo, che pensano troppo, che hanno imparato a essere forti ma non vogliono smettere di essere vere.

Scrive per chi sceglie di provarci anche quando ha paura di non farcela.Per chi vuole essere amata senza doversi ridurre.

Perché l’amore, per essere vissuto, va prima nominato.E lei lo nomina. Con precisione. Con verità. Con una forza dolce che resta.


La collana “Testa e Cuore”

“Testa e Cuore” è il progetto editoriale che raccoglie le sue opere. Non è soltanto una serie di libri, ma un manifesto narrativo.

È il punto di incontro tra pensiero ed emozione.Tra lucidità e sentire.Tra ciò che si comprende e ciò che si attraversa.

I testi della collana esplorano temi universali — amore, assenza, desiderio, perdita, trasformazione — senza cercare scorciatoie emotive. Non offrono risposte facili. Sostano nelle domande. Abitano le contraddizioni. Danno dignità alla fragilità e forza alla consapevolezza.

Sono scritture intime, ma mai autoreferenziali. Nascono da un’esperienza reale e proprio per questo riescono a parlare a chi legge.

“Testa e Cuore” è dedicata a chi sente il bisogno di capire senza smettere di sentire.A chi sa che solo tenendo insieme ragione ed emozione si può raccontare, davvero, ciò che ci attraversa.


Francesca Colombo non scrive per definire sé stessa.

Scrive per restare fedele a ciò che è.

E in quel gesto semplice e radicale — nominare l’amore, attraversare l’assenza, tenere insieme testa e cuore — costruisce uno spazio di verità in cui altre donne possono riconoscersi.

Non è una voce che chiede attenzione.

È una voce che resta.

 

Aggiornamento: 19 feb




Lolita Loo è una giovane artista visiva che gioca con l’estetica pop come fosse materia viva. I suoi lavori nascono dalla plastica — materiale simbolo della modernità effimera — ma raccontano un immaginario lucido, ironico, a volte disturbante, sempre profondamente attuale.


Attraverso icone consumate e colori sgargianti, Lolita reinventa il linguaggio dell’arte pop in chiave contemporanea, femminile e post-digitale. Le sue opere sono sogni sintetici e visioni plastificate che parlano di desideri prefabbricati, identità fluide, cultura di massa e corpo come superficie.


Con la collezione Synthetic Dreams, porta avanti una riflessione sull’artificio e la bellezza, sulla seduzione del falso e sul potere trasformativo dell’immaginazione. Le sue tele sono come specchi deformanti: fanno sorridere, ma anche pensare. Perché dietro ogni volto lucido e brillante, c’è una domanda aperta sulla società in cui viviamo.


Con Rosoni Riflessi, Lolita Loo rilegge in chiave pop e contemporanea uno degli elementi architettonici più iconici della Puglia: il rosone. Realizzati in materiale plastico lucido e colori accesi, questi lavori trasformano l’antica simbologia sacra in oggetti visivi che vibrano tra memoria e futuro. L’artista inserisce nelle composizioni dettagli fotografici della Puglia di un tempo — volti, paesaggi, scorci — creando una connessione poetica tra tradizione e artificio. I Rosoni Riflessi sono finestre sul passato rivestite di nuova luce, specchi di identità frammentate e ricomposte, che celebrano la cultura locale con uno sguardo ironico, affettivo e ultra-contemporaneo.


Lolita Loo non costruisce solo immagini, ma universi narrativi. Il suo è un linguaggio personale e riconoscibile, dove l’eccesso diventa stile, la plastica diventa carne, e l’arte torna a giocare, con serietà.

 
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