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Il Pumo Pugliese: significato, storia e simbolo identitario


Pumo pugliese
Pumo pugliese

Il pumo pugliese è uno dei simboli più riconoscibili dell’identità regionale. Non è soltanto un oggetto decorativo: è un amuleto, un segno di protezione e un augurio di prosperità che affonda le sue radici nell’antichità.


Origini e significato

Il termine “pumo” deriva dal latino pomum (frutto) ed è collegato al culto della dea Pomona, divinità romana protettrice dei frutti e della fertilità. La sua forma richiama un bocciolo di fiore di acanto, simbolo classico di rinascita, crescita e continuità della vita.

Le origini del pumo risalgono al periodo greco e romano, quando gli elementi vegetali stilizzati erano largamente utilizzati nell’architettura e nella decorazione come simboli augurali.


Tradizione e protezione

Storicamente, i pumi venivano collocati:

  • alle estremità dei balconi,

  • sui cornicioni,

  • ai lati delle porte,

  • in coppia come segno benaugurale,

  • talvolta ai piedi del letto come simbolo di fertilità.

La loro funzione era chiara: proteggere la casa dal male e attirare prosperità. Erano considerati veri e propri talismani domestici.


L’artigianato e la ceramica

Il pumo è realizzato in argilla o terracotta e rappresenta una delle espressioni più autentiche della ceramica pugliese, in particolare della tradizione di Grottaglie, celebre per le sue botteghe artigiane.

Ogni pezzo può variare:

  • nel numero di foglie che avvolgono il bocciolo,

  • nei dettagli incisi o applicati a rilievo,

  • nella finitura (terracotta naturale o ceramica smaltata).

Nel tempo, il pumo è passato da elemento architettonico a oggetto identitario della Puglia, diventando dono simbolico per matrimoni, nuove case, nascite e nuovi inizi.

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