Il Pumo Pugliese: significato, storia e simbolo identitario
- La Redazione Puglia Bianca

- 24 feb
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Il pumo pugliese è uno dei simboli più riconoscibili dell’identità regionale. Non è soltanto un oggetto decorativo: è un amuleto, un segno di protezione e un augurio di prosperità che affonda le sue radici nell’antichità.
Origini e significato
Il termine “pumo” deriva dal latino pomum (frutto) ed è collegato al culto della dea Pomona, divinità romana protettrice dei frutti e della fertilità. La sua forma richiama un bocciolo di fiore di acanto, simbolo classico di rinascita, crescita e continuità della vita.
Le origini del pumo risalgono al periodo greco e romano, quando gli elementi vegetali stilizzati erano largamente utilizzati nell’architettura e nella decorazione come simboli augurali.
Tradizione e protezione
Storicamente, i pumi venivano collocati:
alle estremità dei balconi,
sui cornicioni,
ai lati delle porte,
in coppia come segno benaugurale,
talvolta ai piedi del letto come simbolo di fertilità.
La loro funzione era chiara: proteggere la casa dal male e attirare prosperità. Erano considerati veri e propri talismani domestici.
L’artigianato e la ceramica
Il pumo è realizzato in argilla o terracotta e rappresenta una delle espressioni più autentiche della ceramica pugliese, in particolare della tradizione di Grottaglie, celebre per le sue botteghe artigiane.
Ogni pezzo può variare:
nel numero di foglie che avvolgono il bocciolo,
nei dettagli incisi o applicati a rilievo,
nella finitura (terracotta naturale o ceramica smaltata).
Nel tempo, il pumo è passato da elemento architettonico a oggetto identitario della Puglia, diventando dono simbolico per matrimoni, nuove case, nascite e nuovi inizi.




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